“A jewel box inside a treasure chest”

articolo di Angela Palumbo – foto di Carola Ripamonti

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IMP_PAD_PLT#56 - AD - p 160 low (1).pdf“Layers of Time” di Marcante-Testa si apre come uno scrigno dentro lo scrigno: il palazzo storico di Saluzzo, già prezioso per il suo affaccio sulla salita al castello e per la stratificazione di epoche che custodisce, contiene al suo interno una dimora ancora più rara, un microcosmo domestico fatto di affreschi, carte da parati d’epoca e proporzioni generose. È questo doppio scrigno – urbano e interno – che il progetto decide di non musealizzare, ma di riattivare. L’intervento prende le mosse dalla struttura originaria della casa, una sequenza di ambienti ampi che si susseguono in enfilade, affacciandosi verso la strada e verso il giardino retrostante. Andrea Marcante e Adelaide Testa non modificano in maniera radicale la pianta, ma lavorano sugli spessori: soglie, diaframmi, controsoffitti parziali e arredi fissi diventano dispositivi per calibrare il passaggio tra le stanze, introducendo momenti di compressione e dilatazione visiva. Pavimenti in terrazzo disegnati ad hoc scandiscono i campi d’uso entro i grandi ambienti, dialogando con il cotto storico del salone, mentre una quinta curva in metallo separa cucina e pranzo come una parete-leggera, filtrante, che organizza lo spazio senza interrompere le prospettive diagonali. In sezione, il progetto lavora soprattutto sul rapporto con la luce e con i soffitti decorati: una struttura sospesa in rame ridisegna il piano alto del soggiorno, accompagnando gli affreschi senza occultarli; tende e teli scorrevoli aggiungono un livello mobile, quasi scenografico, che permette di modulare l’intimità degli ambienti e il rapporto con la terrazza e il giardino. Le “micro-architetture” interne – boiserie contemporanee, volumi contenitivi a tutta altezza, elementi tecnici integrati negli arredi – servono a nascondere impianti e funzioni quotidiane, restituendo ai grandi saloni una leggibilità chiara e aggiornata. Colore e materiali, infine, costruiscono un paesaggio coerente: la palette riprende le cromie rinvenute nella volta della sala da pranzo e le reinterpreta in chiave attuale, mentre nuove carte da parati funzionano come cinture che legano pavimenti, pareti e soffitti in una continuità controllata. Così “Layers of Time” restituisce l’immagine di un interno che non contrappone nuovo e antico, ma li accosta come strati successivi di uno stesso racconto: lo scrigno architettonico della casa saluzzese si arricchisce di un ulteriore livello, che rende visibile la continuità fra memoria e progetto.

 

Marcante-Testa’s Layers of Time unfolds like a jewel box inside a treasure chest: the historic building in Saluzzo, already valuable on account of its view of the ascent to the castle and the stratification of eras it contains, contains within it an even rarer dwelling, a domestic microcosm of frescoes, period wallpapers and generous proportions. It is this double container, both urban and interior, that the project chooses not to monumentalize, but to reactivate. The intervention begins with the home’s original structure: a sequence of large enfilade rooms facing both the street and the rear garden. Marcante-Testa do not radically alter the layout but work on thicknesses: thresholds, diaphragms, partially dropped ceilings and built-in furnishings become devices that calibrate the transition between rooms, introducing moments of visual compression and expansion. Custom-designed terrazzo floors mark functional zones within the large spaces, dialoguing with the historic terracotta of the main hall, while a curved metal partition separates kitchen and dining room like a light, filtering wall that organizes space without interrupting diagonal views. In sections, the project works especially on the relationship between light and the decorated ceilings: a suspended copper structure redesigns the upper plane of the living room, accompanying the frescoes without concealing them; curtains and sliding textiles add a mobile, almost scenic layer that modulates intimacy and the connection with the terrace and garden. The interior “micro-architectures”, including contemporary boiseries, full-height storage elements and technical components integrated into the furniture, all contribute to hiding systems and everyday functions, restoring clarity and a renewed legibility to the large rooms. Color and materials construct a coherent landscape: the palette draws from the hues found in the dining room vault and reinterprets them in a contemporary key, while new wallpapers act as belts that bind floors, walls and ceilings in a controlled continuity. Thus, Layers of Time offers the image of an interior that does not oppose old and new but juxtaposes them as successive layers of a single narrative: the architectural jewel box of the Saluzzo residence gains an additional stratum, making the continuity between memory and design visible.