CITYLIFE

120 mq, 2025

Il progetto di Marcante-Testa riguarda la ristrutturazione di un appartamento di circa 120 mq all’interno di una delle residenze disegnate da Daniel Libeskind nel complesso CityLife a Milano. A fronte di un’architettura esterna fortemente caratterizzata, gli spazi interni si presentavano come un contenitore neutro, poco aderente alle esigenze di una famiglia di quattro persone e inadatto a ospitare una parte significativa della loro collezione di opere d’arte, pensata non come elemento accessorio ma come presenza quotidiana.

Il progetto nasce dalla volontà di interrogare le potenzialità dell’abitare contemporaneo all’interno di edifici di nuova costruzione, spesso incapaci di instaurare un dialogo diretto con la storia e il tessuto urbano in cui si inseriscono. La sfida è stata quella di individuare i punti di forza dello spazio esistente e valorizzarli, contenendo al minimo le demolizioni e lavorando per sottrazione, per restituire agli ambienti un’identità progettuale autonoma e riconoscibile.

La casa viene concepita come un dispositivo aperto, in cui il benessere degli abitanti è strettamente legato all’uso consapevole del colore, alla scelta di materiali sostenibili — come il linoleum a pavimento — e al rapporto visivo continuo tra interno ed esterno. Il colore, in particolare, diventa uno strumento di articolazione spaziale: a partire dagli zoccolini, accompagna e distingue ambienti e funzioni, costruendo un linguaggio domestico capace di riflettere abitudini, ritmi e identità, lontano da logiche puramente estetiche o da modelli predefiniti.

La distribuzione interna è stata ottimizzata attraverso interventi puntuali sulle murature, affiancati dall’uso di tendaggi e dal disegno di cornici a soffitto che non svolgono solo una funzione decorativa, ma definiscono le diverse aree funzionali sottostanti — la zona pranzo, la conversazione, la convivialità — introducendo una lettura più fluida e stratificata dello spazio. Alcuni elementi architettonici su misura sostituiscono completamente le pareti tradizionali, trasformandosi in veri e propri dispositivi abitabili che integrano nicchie e invasi progettati per accogliere opere d’arte specifiche, selezionate insieme ai clienti durante il processo progettuale. Pareti attrezzate con mensole integrate permettono inoltre una rotazione libera delle opere, assecondando il desiderio di cambiamento e di trasformazione nel tempo.

Particolare attenzione è stata dedicata alla relazione con gli spazi esterni, concepiti come estensione naturale degli ambienti domestici. I terrazzi diventano stanze all’aperto, pensate tanto per il gioco dei bambini quanto per la convivialità, con zone pranzo e salotti esterni che ampliano la superficie abitabile. La prossimità con altri edifici e, in alcuni casi, l’assenza di viste privilegiate hanno portato a immaginare una vera e propria “cintura verde” attorno all’appartamento, un filtro visivo e ambientale progettato in collaborazione con la paesaggista Chiara Martini.

Il nuovo paesaggio domestico è costituito da una ricca articolazione di piante con fioriture stagionali differenziate, valorizzata da un sistema di illuminazione dedicato. Nelle ore serali, la percezione di essere immersi nella natura si amplifica, creando l’illusione che lo spazio si estenda oltre i suoi confini fisici, in un richiamo alla tecnica giapponese dello shakkei, in cui il paesaggio esterno viene idealmente “preso in prestito” per diventare parte integrante dell’architettura.