LE TEMPS RETROUVÉ | appartamento a Milano, 150 mq – 2017

progetto: A. Marcante / A. Testa

collaboratori: Mattia Inno, Giulia La Delfa, Giada Mazzero

fotografo: Carola Ripamonti

 

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Il progetto prevede la ristrutturazione di un appartamento di circa 150 mq nel centro di Milano le cui stanze si affacciano su un giardino interno.

Il  rapporto visivo con l’elemento naturale è stato il motivo determinante nella scelta da parte della committenza di questo luogo in cui riconoscersi e ritrovarsi.

Da questo presupposto si è delineato il progetto dello studio di architettura Marcante-Testa come indagine su quegli elementi che, nel progetto dello spazio abitativo, sono in grado di  evocare piacevoli  ricordi di dimensioni domestiche, spesso extra urbani, probabilmente  vissuti in famiglia: la casa come custode degli aspetti più intimi delle persone e della loro memoria, la casa come estensione di un fuori in cui isolarsi dal contesto urbano e dalla dimensione lavorativa.

La natura irrompe leggera, evocata e un po’ surreale sulle pareti delle stanze, integrando tra le foglie disegnate le chiome degli alberi che spuntano dal cortile.

Materiali come il midollino, la paglia di Vienna e il lino che costituiscono sedute, divisori attrezzati e chiusure di armadi, così come il finto marmo in laminato del tavolo cucina e i testili in vimini dei letti sollecitano, tutti insieme, ricordi di ambienti, forse vissuti nella “casa della nonna”, qui reinterpretata e resa funzionale alle esigenze contemporanee.

Un progetto “leggero” fatto di decorazione e arredi (sia vintage che disegnati) per una casa da realizzarsi in tempi brevissimi e con costi commisurati all’essere abitazione in affitto, dove la struttura architettonica dell’immobile non viene alterata pur modificandone  la percezione  dello spazio.

La visione degli ambienti cambia e si articola attraverso i contrasti di colore alle pareti, utilizzando la resina a pavimento che, coprendo parzialmente il parquet, diventa “tappeto” per identificare il tavolo e le sue sedute, ma anche attraverso i telai metallici nelle camere che incorniciano fiori e piante su carta, definendo i luoghi destinati allo  studio e al riposo.

Alla rigidità della casa ridicolmente ipermoderna e fintamente ipertecnologica della famiglia Arpel nel film “Mon Oncle” di Jacques Tati si è preferita  l’umanità morbida di “Monsieur Hulot”: una casa in grado di custodire, rendendoli visivi, aspetti indispensabili del nostro carattere quali l’umorismo, la leggerezza, e la capacità di non prendersi mai, anche nel progetto architettonico, troppo sul serio.

Una casa  le cui stanze fisiche ci aiutano a mettere in evidenza  le parti più autentiche delle nostre stanze interiori, unendo tutti gli elementi confacenti ed utili di oggi ad una memoria arricchente da non rinnegare, un progetto in cui Andrea Marcante e Adelaide Testa hanno saputo coniugare il presente ad un temps retrouvé.

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