BOXING LIFE | appartamento a Torino, Italia, 300 mq – 2009

progetto di MARCANTE – TESTA (UDA Architetti)

Collaboratori:  Mauro Camagna – Shino Hashimoto

Fotografo: Max Zambelli

 

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“Essenzialità Calvinista e sensualità orientale.”

Un’essenzialità calvinista che rimanda a luci diafane diffuse e pervasive, a contrasti netti, bianco e nero e a geometrie rigorose dove poco spazio è lasciato all’indeterminato e all’incerto. Un’apparente scarsa indulgenza a una sensualità più palese, immediata nella relazione tra corpo e abitare, che trova espressione attraverso l’articolazione geometrica di una sequenza di contenitori: contenenti, contenuti. Prendendo spunto dalla sensibilità orientale per la “scatola” quale contenitore di strumenti atti al dispiegarsi della vita umana e la cassetta contenente gli oggetti domestici quali nucleo originario e centripeto dello spazio domestico orientale tutti gli spazi sono ricavati da una sequenza e sovrapposizione di armadi, contenitori, boiserie che non solo organizzano gli aspetti funzionali della vita ma la contengono, ricavandone bagni, stanze, cucina e altri locali in una successione labirintica e al tempo stesso chiara e rassicurante nel loro meccanicismo inesorabile.

E però, il contenitore modellato, modificato, dalla superficie materica e lavorata, richiama e allude alla dimensione fisica del corpo umano ad una sensualità tutta riferita al contenere vita, umori, affetti. Tragica, dolce, sublime Vergine di Norimberga cui sono stati levati gli aculei in una innocua rappresentazione della fortezza/castello domestico in cui torniamo a crederci padroni delle nostre vite, in una perenne alternanza tra intima introversione e pubblica esposizione alla luce, alle relazioni, agli incontri, qui rappresentati dal grande soggiorno/ingresso completamente vetrato

Seguendo il gioco delle scatole cinesi inserite l’una dentro l’altra, si può immaginare un quartiere che contiene un edificio che contiene un appartamento, delle stanze, degli arredi e degli oggetti, in senso più metaforico una narrazione che ne contiene un’altra.
Sicuramente un cambio di scala dalla più grande alla più piccola dove ciò che cambia è la dimensione ma non il valore e l’importanza delle diverse scatole.
Narrazioni che procedono a volte seguendo il filo della coerenza a volte contrapponendosi, volumi razionali ortogonali contrapposti a mobili i cui piani si inclinano, arredi curvi ed asimmetrici.
Superfici metalliche intagliate al laser contrapposte a legni laccati a mano, colori grafici (bianco e nero) contrapposti al rosso ed all’ocra, in una continua alternanza di luce ed ombra, di finito ed imperfetto, dal basso e dall’alto, di gioco e serietà per dar corpo ad un racconto che contiene di passaggio in passaggio, di capitolo in capitolo rigore e  incoerenza, calcolo ed improvvisazione, metodo e paradosso.

Henri Poincarè, matematico francese, disse

“creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove che siano utili”

“la creatività è unione di disordine e ordine”