SOFT HOME –  Interiors and digital experience | a cura di Elle Decor Italia, appartamento, Milano, 600 mq (2016)

Palazzo Bovara, Cso Venezia 51, Milano 2016

a cura di Elle Decor Italia

Progetto architettonico di Marcante-Testa (UdA Architetti)

Project manager: Giada Mazzero

Collaboratori:  Alessia Castelli, Mattia Inno, Giulia La Delfa, Marilivia Minnici, Emanuele Protti,  Agnieszka Slusarczyk

Interactive e Visual Design: H-Art

Fotografi: Stefano Pavesi, Max Zambelli (courtesy  Elle Decor Italia)

 

Disegnato da Andrea Marcante e Adelaide Testa, il progetto SOFT HOME  invita a esplorare le nuove frontiere dell’abitare in un percorso interattivo e digitale che si snoda all’interno dello storico Palazzo Bovara.

In una successione di stanze che rimanda alla tipologia classica di un appartamento d’epoca prende vita una casa contemporanea scandita da salotti, cucina-pranzo, camera da letto, bagno, area wellness. Soft Home è un appartamento reale  che parla dell’abitare contemporaneo dove integrare, spesso rendendoli invisibili ma emotivamente presenti, “germi di tecnologie” che potrebbero influenzare il nostro futuro modo di abitare. Una casa soft perché improntata su un’idea di softness diffusa in interni accoglienti e confortevoli, a supporto di esperienze soft-tech che interagiscono con gli ospiti.

Nella suggestiva location del  piano nobile di Palazzo Bovara in corso Venezia a Milano, appare  chiara la necessità che questi 600 mq di stanze ricche di decorazione antiche e fastose si integrino con il progetto architettonico al fine di ottenerne una  reciproca valorizzazione.

Rifacendosi al lavoro di Cini Boeri,  SOFT HOME propone alcuni spunti per indagare se e come le ultime tecnologie digitali possano essere, al contrario di quello che forse spesso siamo abituati a pensare, dei facilitatori delle relazioni all’interno dello spazio domestico. In tutto l’ambiente si svolge un sistema architettonico di telai metallici, arredi su misura e filtri visivi, capace di definire nuove spazialità all’interno dell’impianto murario esistente. La percezione viene riportata a una dimensione domestica e il linguaggio contemporaneo dell’architettura degli interni permette allo stesso tempo di nascondere (fisicamente) e rivelare (intellettualmente ed emotivamente) le nuove tecnologie che confidiamo capaci di darci benessere.

Il disegno del  tappeto oversize di 600 mq in moquette a intarsi ha l’intento di controbilanciare ciò che un tempo portava lo sguardo verso l’alto (James Hilman)  sui soffitti e le volte affrescate , e definisce, attraverso il disegno del pavimento, le  diverse aree spaziali su cui collocare le funzioni e gli  arredi.

Soft Home è un connubio non evidente tra un luogo ricco di storia e un progetto che parla dell’abitare contemporaneo dove passato e presente, pur nelle loro autonomie ,si confrontano e si valorizzano vicendevolmente aprendo a possibili suggestivi scenari futuri dell’ambiente domestico nell’era digitale.