TEMPOREALE | ristorante e caffetteria per GRUPPO REALE MUTUA, 900 mq – concorso a inviti | menzione speciale – 2011

progetto di UDA Architetti

CONCORSO AD INVITI – PROGETTO MENZIONATO

RISTORANTE PANORAMICO IN SOPRAELEVAZIONE DI UN EDIFICIO NEL CENTRO STORICO DI TORINO E RISTRUTTURAZIONE DELLA TORRE ESISTENTE. 900 mq – 2011

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Capogruppo: Arch. Andrea Marcante

Team: Valter Camagna, Andrea Marcante, Adelaide Testa

Collaboratori: Arch. Nicola Bartoccelli, Arch. Eirini Giannakopoulou, Dusan Munic, Hyemin Ro, Arch. Matteo Sagaria

Con la consulenza di:

Adelaide Testa – interior design
Arch. Maurizio Cilli – impianto storico critico
Ai engineering – struttura e impianti
ToDo – interaction e media design
Nova-tec s.a.s – attrezzature per la ristorazione

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Concorso di idee ad inviti indetto da Reale Immobili, Gruppo Reale Mutua

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Il concorso ha per oggetto la progettazione di interventi sulla Torre Littoria di via Viotti e sulla manica dell’edificio su piazza Castello. Un ristorante si troverà al settimo e all’ottavo piano della Torre e avrà un volume, che ospiterà la sala panoramica, in sopraelevazione al corpo di fabbrica su Piazza Castello. Una caffetteria sarà collocata ai piani diciottesimo e diciannovesimo, gli ultimi piani della Torre, dotati di una privilegiata vista a 360° sul cuore della città storica. A collegare i due interventi sarà un nuovo ascensore esterno alla Torre, il cui uso permetterà un inusuale percorso panoramico di risalita.

La città è un sistema evolutivo solo apparentemente fatto di spazi e materia, di pieni e di vuoti, ma in realtà anche di energia, informazione, relazioni, opinione pubblica e desiderio che la rende sempre unica e in bilico tra possibile e necessario. Per il futuro le città dovranno attingere a tutta l’energia locale disponibile intesa anche come l’orgoglio e il desiderio che possono suscitare nei propri abitanti in una rinnovata connessione con il loro etimo latino: Civitas, civiltà.

L’intervento sulla Torre Littoria è data la possibilità di riconsiderare l’edificio secondo una inedita chiave simbolica e riaffermare i valori sociali e civili di cittadinanza. Una nuova torre civica. Una valenza pubblica rafforzata dai flussi di dati e informazioni generati dalla città e raccontati attraverso la nuova architettura e il suo sistema di led luminosi che si organizzano in informazioni in tempo reale della città. Una architettura che come i suoi dispositivi tecnologici non ostenta e non insegue l’eccezionalità fine a se stessa, ma nella sua autonomia e personalità dialoga con la torre e lo spirito della città.

Lo spigolo in travertino della Torre Littoria si stacca e con un leggero avanzamento dà corpo e consistenza all’appoggio a terra. Un accento sullo spigolo che diviene l’unico segno del nuovo intervento per l’inserimento dell’impianto ascensore. Da macchina a segno, da dispositivo tecnologico a dispositivo architettonico per riconnettere una torre alla sua città.

Il volume del ristorante è una piega tra le maglie dello spazio urbano, è un palco rivolto alla città.

La visione e la visibilità diventano i termini polari attraverso i quali oscillano gli elementi del progetto, strutturati per dare una esperienza modulata attraverso tutti i momenti del nuovo organismo: ascensore, sale, terrazzo. In questa articolazione l’orizzonte diviene metafora della massima esperienza collettiva, mentre la salita verticale è un momento di stimolo individuale dove il disvelamento della città è progressivo e rafforzato dalla progressiva riduzione del nuovo spigolo in travertino.